La rinascita dei quartieri parte dai suoi cittadini
- Acciaro e Parodi
- 28 mar
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A Sassari, un’associazione calcistica giovanile sta riqualificando il quartiere di Sant’Orsola
“Svogliati”, “indecisi”, “fannulloni”. Questa è l’idea che troppo spesso si ha dei giovani d’oggi, “sempre attaccati a quei telefonini”, quasi come non riuscissero a rendersi conto della realtà che li circonda.
Eppure questo pensiero diffuso non è sempre corretto, anzi; a Sassari, nel quartiere di Sant’Orsola, alcuni ragazzi hanno dimostrato l’esatto contrario. Una ventina di giovani tra i 17 e i 22 anni ha infatti deciso di rimboccarsi le maniche per ridare vita al proprio quartiere, trasformandolo attraverso lo sport e il volontariato.

Per farlo, questi giovani hanno istituito l’Associazione Calcistica Dilettantistica del Sant’Orsola e sono partiti dal proprio quartiere, altamente abitato e con alcune mancanze nella cura e manutenzione di nuovi edifici e spazi pubblici, per renderlo più vivibile per tutti i suoi abitanti.
I ragazzi dell’ASD Sant’Orsola hanno iniziato recuperando spazi trascurati, organizzando eventi sportivi e creando nuove opportunità per i più piccoli. Il loro obiettivo? Rendere il quartiere un luogo più vivibile, accogliente e sicuro per tutti. E lo stanno facendo con passione, mostrando che il cambiamento non ha bisogno di grandi fondi o interventi dall’alto, ma solo di persone che credano davvero in ciò che fanno.
Oltre a lavorare sulla riqualificazione degli spazi, l’associazione ha posto grande attenzione all’inclusione e alla tutela dei suoi membri. Con l’entrata in vigore della Riforma dello Sport, che impone alle associazioni dilettantistiche la nomina di un Responsabile Safeguarding, i giovani di Sant’Orsola hanno deciso di non limitarsi a rispettare la normativa, ma di farne un vero punto di forza. Il Safeguarding si occuperà di vigilare sul rispetto delle nuove normative relative ad abuso psicologico, abuso fisico, molestie sessuali, abuso sessuale, negligenza, incuria, abuso di matrice religiosa, bullismo, cyberbullismo e comportamenti discriminatori. Il suo ruolo sarà quello di garantire un ambiente sano, protetto e rispettoso per tutti, in particolare per i più giovani, affinché lo sport possa essere davvero un’opportunità di crescita e non un contesto di rischio.

L’esperienza di Sant’Orsola dimostra che la cura degli spazi che viviamo parte da noi: troppo spesso si pensa che il miglioramento di un quartiere o contesto sociale dipenda solo dalle istituzioni, ma in realtà sono le persone che ogni giorno vivono quei luoghi, con le loro iniziative e il loro impegno quotidiano, a fare la differenza.
Con impegno, creatività e spirito di squadra, questi giovani stanno costruendo un futuro migliore per la loro comunità. Dopotutto, proprio come in una partita di calcio, il successo arriva quando si gioca insieme.