Posidonia: non un segno di spiagge sporche, ma di spiagge vive
- Acciaro e Parodi
- 15 mar
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Protegge le coste, mantiene l’acqua limpida e sostiene la biodiversità: ecco perché la Posidonia è fondamentale per il Mediterraneo e per la Sardegna.
Pensiamo al mare della Sardegna: acqua trasparente, fondali ricchi di vita e spiagge incantevoli. Ma c'è un'eroina silenziosa che lavora sotto la superficie per mantenere questo equilibrio perfetto: la Posidonia oceanica.

Il suo nome potrebbe richiamare alla mente pensieri negativi come sporcizia, cumuli di foglie marroni e filamenti antiestetici, che ci inducono a pensare erroneamente che si tratti di alghe in decomposizione e di disservizi nella cura delle spiagge. In realtà la Posidonia non è un'alga, come molti pensano, ma una vera e propria pianta marina e le sue praterie sommerse sono il polmone del Mediterraneo: producono ossigeno, offrono rifugio a tantissime specie marine e proteggono le coste dall'erosione.
Le sue foglie sono fondamentali per la salute del nostro mare e la loro presenza sulle spiagge non solo non è tossica, ma è al contrario un indicatore di acque pulite e di un ecosistema marino in equilibrio. In poche parole, senza di lei il nostro mare non sarebbe lo stesso.
Ma c'è un problema: la Posidonia sta scomparendo. Le sue praterie sono messe a dura prova dall'inquinamento, dall'ancoraggio selvaggio delle barche, dai cambiamenti climatici e dalla costruzione di infrastrutture costiere. La Sardegna, con i suoi 1.849 km di costa, sta assistendo a questa lenta scomparsa, ma fortunatamente non resta a guardare.

Negli ultimi anni, diversi progetti stanno cercando di tutelare e ripristinare la Posidonia. L'ARPAS (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Sardegna) ha avviato un monitoraggio a lungo termine per valutare lo stato di salute delle praterie. Questo significa mappare le aree sommerse, raccogliere dati e capire come intervenire per proteggerle. In parallelo, sono nate iniziative locali che mirano al ripristino della Posidonia, come il reimpianto di piante in zone degradate e attività di sensibilizzazione per chi naviga nelle acque sarde, ma anche al suo corretto smaltimento.
Uno degli aspetti più interessanti è il modo in cui la Posidonia, oltre ad essere un indicatore della salute del mare, può diventare una risorsa per l’ambiente e l’economia locale. Alcuni progetti sperimentano il riutilizzo della Posidonia spiaggiata per la creazione di materiali ecologici, mentre in altre zone si stanno studiando soluzioni per un turismo più sostenibile che tenga conto di questa preziosa pianta marina.
La prossima volta che vediamo foglie di Posidonia sulla spiaggia, ricordiamoci che sono il segno tangibile di un mare sano e vitale. Accogliamole come alleate nella preservazione delle nostre coste e della biodiversità marina. Il mare ci regala tanto, è il momento di restituirgli un po' di cura.